Un corpo a corpo estenuante quello che si combatte ogni giorno tra Apple e Google, tra iOS e Android. L’ultimo colpo di Apple è Siri, un software per il riconoscimento vocale che permette di “dialogare” con il proprio smartphone e di ottenere dalla “sua” voce le informazioni che ci occorrono. Sembra che Google, dal canto suo, stia perfezionando Majel, la risposta Android a Siri.
In realtà il sistema operativo mobile realizzato da BigG prevede già le azioni vocali, tramite l’applicazione di Ricerca Vocale. A seconda dei dispositivi è possibile effettuare semplici ricerche sul web, trovare un determinato luogo su Google Maps oppure chiedere al navigatore di portarci dove vogliamo. In molti casi, poi, è anche possibile dettare un SMS o un messaggio email. Ma Google vuole di più, per rispondere ad Apple che con Siri ha spostato l’asticella più in alto.
Niente di rivoluzionario, a mio avviso, ma Siri è un’applicazione di quelle che fanno la differenza da un punto di vista simbolico. E Google non vuole rischiare di rimanere indietro. Per questo, gli ingegneri di Mountain View stanno lavorando su Majel: si tratterebbe di un’evoluzione della Ricerca Vocale, che darebbe anche agli utenti Android la “tanto agognata” possibilità di chiacchierare con il proprio telefono, senza dover usare comandi predefiniti ma usando un linguaggio naturale.
Il nome, Majel, è ispirato a Majel Barrett-Roddenberry, l’attrice che dava la voce al Federation Computer di Star Trek, una scelta più che azzeccata visto che anche in questo caso si tratta di dare voce a un computer, anzi a un androide. Secondo indiscrezioni, infine, il debutto di Majel potrebbe non essere lontano: una prima versione Beta potrebbe arrivare già nei primi mesi del 2012.










