Esito asta frequenze 4G, 4 miliardi di euro ricavo totale: dettagli
Al termine dell’asta, a gioire sono sicuramente le “casse” dello Stato italiano.
Al termine della lunga “maratona”, durata ben 22 giorni, infatti, l’ammontare complessivo, per quanto concerne proprio lo Stato, è stato infatti di gran lunga superiore rispetto anche alle più rosee aspettative.
Nella fattispecie, l’asta in questione ha riguardato l’assegnazione delle frequenze per la banda larga mobile, soprannominate col nome “4G” (di Quarta Generazione, appunto).
A livello prettamente numerico, l’ammontate complessivo fruttato dall’asta in questione ha letteralmente “sfiorato” i 4 miliardi di euro di introiti (3.945.295.100 euro, questa la cifra esatta).
Si tratta, nello specifico, di un risultato al di là delle aspettative, e che ha soddisfatto anche l’attuale ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani.
Stando infatti alle “aspettative” alla vigilia della “gara”, le prime stime avevano predetto un ricavo complessivo che si sarebbe aggirato tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro.
Valori che, alla luce di quanto effettivamente ricavato, sono stati superati di oltre un miliardo di euro.
Nella fattispecie, in base al tipo di “frequenza”, le quote sono state così ripartite: 800 MHz suddivise tra Telecom Italia, Vodafone e Wind (con 2 “blocchi” per ognuna delle compagnie); 1.800 MHz con un blocco a testa tra Telecom Italia, Vodafone e H3G; 2.600 MHz con 4 blocchi a testa per H3G e Wind e 3 blocchi ciascuno per Telecom Italia e Vodafone.
Non assegnata, invece, la “banda” con frequenza da 2.000 MHz.
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