Acta, attacco hacker sito Parlamento Europeo: colpa di Anonymous?
Torna al centro dell’attenzione Anonymous, il gruppo di hacker più famoso al mondo, responsabile nell’ultimo anno di diversi attacchi informatici a siti di ogni genere: da quello dell’Fbi (CLICCA QUI) , a numerosi siti di enti governativi, all’oscuramento di siti di multinazionali e società di portata mondiale.
Nelle ultime ore, infatti, il sito del Parlamento Europeo era parzialmente irraggiungibile; secondo i tecnici informatici dell’Unione Europea, il problema è stato causato da un massiccio attacco informatico, che potrebbe essere stato lanciato proprio da Anonymous.
Per ora non ci sono conferme ufficiali da parte degli hacker anonimi, che solitamente invece rilascia a breve distanza dall’ultima operazione dei video o dei comunicati sul proprio sito ufficiale, ma nei giorni scorsi gli adepti di Anonymous avevano invitato pubblicamente tutti i pirati informatici a mettere in atto attacchi ed azioni mirate contro la Commissione europea ed il Consiglio Europeo.
Al centro della protesta, la firma del trattato Acta, che prevede anche in Europa un deciso inasprimento delle sanzioni e dei controlli nel campo della violazione del copyright e della condivisione di materiali illegali sulla rete. Un trattato che si ispira al SOPA (CLICCA QUI) recentemente proposto alla Camera dei Rappresentanti negli USA, che aveva fatto infuriare non solo gli hacker ma anche diverse associazioni cittadine e civili che si battono per la libertà in Rete. Il pacchetto di norme, infatti, prevede la responsabilità diretta da parte dei provider per i possibili traffici di materiale informatico piratato sul web, che dunque potranno operare come vere e proprie polizie virtuali censurando siti e contenuti e segnalando direttamente utenti ed indirizzi Ip sospetti.
Sull’argomento comunque il dibattito è molto accesi anche ai piani alti dell’Europa: molte infatti le voci di dissenso e le dichiarazioni di parlamentari europei o dirigenti perplessi per questo nuovo pacchetto di norme, che potrebbe diventare esecutivo già a partire dalla prossima estate.












