Siria, rivolta su Google Maps: utenti cambiano nomi strade regime [FOTO]

Siria su Google MapsLe ribellioni in Siria stanno passando dal piano reale a quello virtuale di internet.
Negli ultimi tempi, ad esempio, le cronache mondiali hanno parlato della diffusione e dell’organizzazione di manifestazioni di protesta in vari Paesi attraverso l’utilizzo dei principali social network presenti sul web.

Nelle ultime ore è stata però segnalata una nuova forma di “rivolta” il cui canale di sbocco non è rappresentato tanto da una piazza virtuale (in particolare Facebook, Twitter e altri siti social) attraverso la quale i manifestanti divulgano e coordinano eventuali azioni di protesta.

I ribelli siriani starebbero infatti mettendo in pratica una particolarissima protesta, a partire da uno dei principali servizi del principale motore di ricerca presente in rete, Google Maps.
Utilizzando un programma di crowdsourcing presente proprio tra i servizi offerti da Mountain View, ossia Map Maker, i fautori delle proteste in Siria starebbero infatti cercando di “cambiare” i nomi di strade e vie del loro Paese.
Nella fattispecie, a finire nel mirino degli utenti del web (e in particolare di quelli siriani), sarebbero state vie fino a oggi intitolate alla famiglia Assad (attualmente al potere nel Paese).
Queste ultime sarebbero state infatti “rinominate” dai ribelli con nuove date (relative agli eventi principali della rivoluzione), oppure con nomi di “eroi” e “martiri” delle sommosse in atto contro il governo.

Foto Siria su Google Maps Clicca le foto per ingrandirle

E questo, come detto, attraverso l’utilizzo delle piattaforme di crowdsourcing presenti su internet, come il già citato Map Maker.
Nello specifico si tratta di un programma che permette agli utenti di segnalare un possibile cambiamento nella toponomastica di un preciso luogo o città.

Le segnalazioni pervenute, in base anche al numero degli internauti che effettuano tale tipo di proposta, vengono poi sottoposte a una revisione, e in alcuni casi possono ricevere l’approvazione definitiva.
Stando a quanto riportato anche da un articolo comparso sul Washington Post, la particolare forma di protesta avrebbe riguardato principalmente la città di Damasco, ma anche altre località della Siria.
All’interno di queste sarebbero state effettuate (sempre a livello virtuale), apposite “rimozioni” dei nomi di strade, ponti o piazze, in qualche modo collegati al regime attuale.

Della questione, a inizio anno, si era occupato anche il sito OgleEarth, sul quale erano comparse anche apposite immagini che mostravano le mappe (online) della Siria, e i cambiamenti in atto su di esse.
La vicenda, che nelle ultime ore ha letteralmente fatto il giro del web, sta provocando numerose e contrastanti reazioni da parte dell’opinione pubblica internazionale.
Per visualizzare le immagini appena descritte si rimanda alla Galleria Fotografica del presente articolo.

Guarda le foto Siria su Google Maps

Foto Siria su Google Maps

La particolare forma di protesta attuata dai ribelli in Siria, i quali starebbero rinominando (in maniera virtuale) strade e vie del Paese utilizzando, fra l’altro, Map Maker di Google.

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