Cartello ebook, accolta class action contro Apple

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Il giudice Denise Cote della Corte federale di New York ha espresso parere positivo all’avvio della class action presentata da un gruppo di consumatori contro e cinque editori, con l’accusa di aver dato vita ad un cartello, alzando il prezzo degli eBook.

La denuncia, depositata ad agosto presso un tribunale californiano, riguarda oltre al colosso di Cupertino, anche le case editrici HarperCollins, Hachette Book Group, MacMillan, Penguin e Simon & Schuster. Lo scorso 11 aprile sia l’Antitrust Americana che l’UE avevano aperto un fascicolo contro Apple e gli editori Macmillan e Penguin Group.

APPROFONDIMENTO: Cartello ebook, Apple respinge le accuse

Per il giudice, quello tra Apple e alcuni editori è un accordo illecito – ha aggiunto il giudice – in quanto permetterebbe un controllo orizzontale dei prezzi. Dal 2010, anno in cui ha debuttato sul mercato l’iPad, la società della Mela morsicata è diventata un diretto concorrente di Amazon e del suo eReader Kindle.

Il mercato americano delle edizioni digitali era ampiamente dominato da Amazon, che vendeva la gran parte degli ebook presenti nella sua libreria virtuale a 9,99 dollari (7,87 euro), grazie ad un acquisto all’ingrosso e concedendo qualche piccola perdita nella vendita, al fine di incentivare l’acquisto del proprio lettore di libri digitali.

In risposta a questa politica aggressiva di taglio dei prezzi, Apple, per volontà del compianto Steve Jobs, avrebbe concordato un nuovo sistema retributivo per le case editrici, rese libere di stabilire i loro prezzi presso i rivenditori, che ha determinato un rialzo fino a 12,99 o 14,99 dollari (10,23 e 11,8 euro).

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