Condannato l’hacker di Facebook: scoprì falle social network
8 mesi di carcere: questa è la condanna inflitta da una Corte britannica a un giovane studente, reo di aver agito in qualità di hacker contro i server del più noto dei social network presenti in rete, Facebook.
Glenn Mangham, questo il nome del ragazzo al quale è stata appena inflitta la pena.
Entrando indebitamente nella piattaforma social, Mangham era riuscito a scoprire diverse falle presenti all’interno del sistema.
La sua azione era stata immediatamente rilevata dai vertici di Facebook, e nella vicenda era stata coinvolta perfino l’FBI.
L’hacker sarebbe entrato in azione nella primavera dello scorso anno, in quello che, in un primo momento, era stato indicato come “il più esteso e grave” attacco ai danni del social network.
Nella condanna inflitta a Glenn Mangham è stata quindi respinta la tesi sostenuta dalla difesa del giovane accusato.
Quest’ultima aveva infatti cercato di dimostrare che il giovane hacker avesse agito non per scopi fraudolenti, ma solamente per cercare di dimostrare la presenza di alcune falle nel social network, sulle quali avrebbe poi compilato un apposito report da spedire proprio agli stessi vertici di Facebook, affinché provvedessero a risolvere il problema.
Il giudice ha però respinto tale tesi, dichiarando che l’accusato avrebbe agito da “calcolatore, con determinazione e ingegno” utilizzando tecniche “sofisticate”.
Inoltre, a dimostrazione della potenziualmente “inestimabile” proprietà intellettuale sottratta a Facebook durante l’azione di hacking, il giovane avrebbe anche provveduto a effettuare un download dei dati “rubati” su un hard disk esterno.
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