WebSockets e il protocollo WebSocket omonimo, hanno fatto un passo in avanti verso la definizione come “standard del web”: da una tecnologia in fase di sviluppo, ora è diventata una specifica proposta.
Il protocollo WebSocket è stato infatti proposto all’IETF (Internet Engineering Task Force, ndr. ) come RFC 6455 (Request for Comments).
Il protocollo è stato progettato per consentire ad un generico browser, o User Agent in generale, per stabilire una comunicazione bidirezionale con un server web senza l’utilizzo di richieste HTTP multiple.
Christopher Blizzard, direttore della piattaforma Web di Mozilla, su Twitter: “WebSockets è ora un RFC. Una specie di lungo viaggio.”
Attualmente le tecnologie web disponibili per mantenere aperto un canale di comunicazione con un server web coinvolge l’invio di XMLHttpRequests multiple al server.
Tali soluzioni, però, hanno diversi svantaggi quali la complessità, l’affidabilità ridotta e un aumento non indifferente del carico sul server web e sul client.
Un’applicazione WebSocket, invece, potrebbe potenzialmente aprire una singola connessione al server con cui scambiare dati durante la comunicazione.
Il supporto per WebSockets, sebbene ancora sperimentale, è già disponibile in alcuni browse, ad eccezione di Internet Explorer (troppo innovativo, evidententemente, ndr.), il cui supporto completo è previsto per la versione 10.
iOS Safari e Opera Mobile offrono anche un supporto parziale per WebSockets.
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