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Compagnie telefoniche ammettono l’uso di filtri

Compagnie telefoniche ammettono l'uso di filtriGli operatori di telefonia hanno fatto mea culpa di fronte alla Commissione Europea per quanto riguarda i filtri imposti al traffico P2p. Niente di nuovo, ma spesso gli operatori negano di applicare discriminazioni alle differenti tipologie di traffico internet. Riconoscerlo d’innanzi ad istituzioni internazionali è un’ammissione di colpa di notevole rilievo.

I filtri non sarebbero imposti solo al traffico P2p ma anche alle telefonate che corrono sull’Ip, come ad asempio servizi simili a Skype che si basano su tale protocollo. A quanto pare Skype per garantire un servizio funzionale ha dovuto stipulare contratti con ciascuna compagnia per far si che i il suo client non fosse filtrato.

Stando a quanto rilevato da  BEREC, l’organismo incaricato di prmovuore le condizioni per la creazione di un mercato unico delle telecomunicazioni, gli operatori si difenderebbero affermando che sono costretti ad adottare tali filtri per limitare la spam e la congestione della rete. Si sono rivolti dubbi relativamente al rispetto della privacy degli utenti, in quanto talvolta per filtrare occorre conoscere il contenuto del messaggio, ciò imporrebbe l’adozione di tecniche eccessivamente invasive ai danni della net neutrality. A partire dall’estate saranno resi noti i dati raccolti analizzando oltre 400 compagnie telefoniche.

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