Google e Ericsson sembrano uniti nella lotta contro la responsabilizzazione degli Isp verso il tema della pirateria. Per i due colossi gli internet service provider non possono essere colpevolizzati per le azioni illegali compiute dagli utenti della loro rete. Da quanto si apprende dalla stampa, Google sarebbe addirittura intenzionata ad abbandonare la camera di commercio Usa, che appoggia il Protect IP Act, la legge proposta dal democratico Patrick Leahy che metterebbe a repentaglio la libertà degli Isp. Google non ci sta, e per smuovere la coscienza pubblica fa riflettere su un esempio: se un utente dovesse pubblicare su Youtube un video che viola i copyright, sarebbe il gigante di Mountainview a risponderne direttamente (Youtube e tutti gli altri servizi online sono comunque attenti alla protezione dei diritti d’autore ed eliminano i contenuti non appena il detentore legittimo si accorge di una violazione).
“Copyright Enforcement In The Networked Society” è invece il titolo di un documento che Ericsson ha diffuso online in cui sostiene a spada tratta che non spetta agli Isp far rispettare le leggi sul copyright. E’ chi detiene i diritti che deve far in modo che vengano rispettati, agendo attraverso il tribunale o gli organismi di rappresentanza.
Questo il passaggio chiave contenuto nel documento in lingua inglese: “Any future copyright enforcement policy should ideally be developed from a clear and evidence-based approach,” it says. “An approach that carefully balances the incentives and rewards provided to economic rights holders against fundamental rights of privacy, self-expression, due process and the user rights embodied in copyright law to protect access, learning, critique, and reuse“. Il testo è stato redatto da rappresentanti di Ericsson in collaborazione con studiosi universitari accreditati.











