Un recente rapporto di Cisco System testimonia che lo streaming è in forte incremento togliendo utenti ai tradizionali download spesso oggi non più necessari ad esempio per vedere video ma anche per ascoltare musica. Guardano video in streaming il 26% degli utenti, mentre il file sharing è crollato al 25% perdendo diverse posizioni rispetto a qualche tempo fa (in particolare in America Latina, poco favorevole al download di file).
Altri studi confermano che dalla parte opposta gli upload di materiale online ha subito un incremento forte. Tra i programmi preferiti per i download rimangono forti BitTorrent e Emule, mentre Ares sembra essere il client preferito per il Sud America.
Sembra che le politiche repressive adottate da Usa e Europa contro il download illegale abbia avuto effetto sui numeri. Ridotti i file da scaricar e gli utenti che utilizzano le reti del file sharing prendono però piedi metodi alternativi per raggiungere gli stessi obiettivi: il libero scambio di materiale online.
Nessuno stravolgimento dunque. Streaming e file sharing non sono necessariamente concorrenti. La crescita del primo può essere spiegata proprio dalla creazione di nuove piattaforme ad hoc, mentre al calo del file sharing non possono non aver contribuito le politiche repressive negli Stati Uniti, in Francia e nell’Unione Europea.










