I social network, secondo alcuni pscicologi e psichiatri sono diventati delle vere e proprie droghe tanto che sono decine gli utenti malati di Facebook che attualmente, per un uso eccessivo dell’invenzione dell’ex studente di Harvard, sono in cura presso centri specializzati. L’utilizzo, a volte spasmodico, dei social network, si registra anche fra i bambini e gli adolescenti che frequentano Facebook in larga misura.
Secondo i dati contenuti nel dossier “Bambini e adolescenti: un quadro degli ultimi 10 anni” presentato da Eurispes e Telefono Azzurro, l’uso di Internet tra i bambini è passato negli ultimi quattro anni dal 39,2% al 48,2%, mentre per gli adolescenti i numeri sono di gran lunga superiori. Nel 2009 ben il 71,1% degli adolescenti ha un profilo personale su Facebook, che rappresenta la rete sociale più diffusa e frequentata nel mondo. Percentuali minore di giovani utenti che utilizzano My Space (17,1%) e Habbo (10,4%), Second Life (2,6%), Twitter (2,5%).
I motivi di tale successo derivano dalla considerazione che i social network siano utili strumenti per restare in contatto con gli amici, giocare con le applicazioni (giochi, gruppi, test) e fare nuove conoscenze. Sono questi dati rivelatori di una società che pian pianino si sta avvicinando al mondo rappresentato dal film di animazione Wall-E? Ai posteri l’ardua sentenza.









