Anche il mercato dei videogiochi registra la crisi

Dopo la crisi del settore discografico e dell’homevideo, ora anche il mercato dei videogiochi segna il passo. Se, infatti, il 2008 è stato un anno record per i produttori, nel 2009 si è registrata una contrazione della domanda pari al 10,6%, probabilmente anche perché il mercato ha iniziato a saturarsi.
Il dato è stato fornito dall’Aesvi, l’Associazione italiana di settore, in occasione del rapporto annuale. Vi si legge, inoltre, che il fatturato complessivo nel 2009 è stato di 1.128,9 miliardi di euro, sommando le vendite di hardware (44,4% del totale, 501,1 milioni di euro) e di software (55,6%, 627,9 milioni di euro). L’Italia si conferma così come il quinto mercato in Europa, dopo Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna.
C’è da dire che le console attualmente in vendita sono in giro da diversi anni e forse hanno ormai raggiunto la grande maggioranza degli appassionati di videogiochi; si calcola che, nel nostro Paese, ben il 42% delle famiglie ha in casa una console di gioco.
Si attendono comunque la novità 2010, come il Project Natal della Microsoft e la Play Station Move della Sony, entrambe munite di interfacce in grado di riconoscere i movimenti del giocatore. E’ sullo sviluppo sempre più sofisticato di questo tipo di interfacce che le case produttrici di videogiochi puntano per il futuro: l’obiettivo è di attrarre clienti non tradizionali che si sono avvicinati al mondo dei videogiochi grazie soprattutto al Nintendo Wii.
C’è tuttavia un altro parametro importante per spiegare la crisi: la diffusione della pirateria, che in Italia trova terreno particolarmente fertile. Secondo l’Entertainment Software Association (ESA), nel dicembre 2009 un quinto dei videogiochi scaricati illegalmente nel mondo ha riguardato l’Italia.








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