HP resuscita WebOS e lo “regala” alla comunità open source
Sembrava finita per WebOS, il vecchio sistema operativo dei palmari Palm, invece una speranza per tutti gli amanti di questa piattaforma potrebbe riaccendersi con il passaggio alla comunità open source. HP, che ha assorbito Palm, ha infatti deciso di dare un’ultima possibilità a WebOS rilasciandone il codice sorgente e chiamando a raccolta gli sviluppatori indipendenti.
HP aveva messo la parola fine all’avventura di WebOS nel mondo mobile. Il sistema operativo era stato abbandonato nei mesi scorsi e la casa produttrice americana aveva deciso di puntare su altre piattaforme per i propri dispositivi (in particolare su Windows 8, con il quale nel 2012 dovrebbero debuttare un paio di nuovi tablet). Colpa, ovviamente, dei risultati di mercato molto deludenti ottenuti dagli ultimi device lanciati con WebOS, che non avevano affatto riscontrato il gradimento degli utenti.
Ora la casa produttrice fa un mezzo passo indietro: HP ha infatti rilasciato il codice sorgente di WebOS permettendo al sistema operativo di entrare nell’orbita della comunità open source. Dal canto suo, la società americana ha fatto sapere di avere intenzione di continuare a lavorare sulla piattaforma, anche se in maniera defilata, tramite la creazione di una start up ad hoc. In ogni caso i primi risultati, se pure ce ne dovessero essere, non si vedranno prima del 2013.
Gli analisti di mercato hanno però già bollato il progetto come destinato al fallimento, perché WebOS non avrebbe più “alcun valore commerciale”. E in effetti, nonostante le buone qualità mostrate in passato dalla dal sistema operativo, è difficile immaginare che una piattaforma già dichiarata “morta” possa resuscitare a tal punto da ricavarsi una quota di mercato, in tempi relativamente brevi e all’interno di un mercato bloccato come quello dei dispositivi mobili (in cui Apple e Android sembrano ormai difficilmente avvicinabili).










