Palm non esiste più, assorbita da HP che punta su WebOS 3
Cambio della guardia in casa Palm: la società che per prima aveva introdotto il concetto di smartphone, con i PDA e i palmari, è stata completamente assorbita da HP. Viene quindi cancellato il brand ma non i progetti sui quali stava lavorando, a partire da WebOS: l’obiettivo, infatti, è quello di estendere il sistema operativo al maggior numero possibile di dispositivi, oltre i confini di smartphone e tablet.
La scomparsa di Palm, marchio storico dell’industria e del mercato tecnologico, porterà alcuni cambiamenti anche all’interno dell’organigramma di HP perché Jon Rubinstein, il creatore del sistema operativo WebOS, andrà a occuparsi dell’evoluzione del prodotto in qualità di “President of Product Innovation in the Personal Systems Group” (PSG), un ramo dell’azienda che avrà l’obiettivo di estendere l’utilizzo della piattaforma, ideata per i dispositivi mobili, anche ad altri device.
L’obiettivo di HP, infatti, ora che l’acquisizione di Palm è completata, è quella di espandere l’universo WebOS: il primo passo sarà lo sviluppo costante di WebOS 3, la nuova versione del sistema operativo che ha fatto recentemente il suo debutto sul tablet TouchPad e che dovrebbe essere poi essere implementato su una vasta gamma di prodotti, tutti legati all’uso personale: dai computer portatili alle stampanti.
Quello di HP è sicuramente un obiettivo ambizioso, soprattutto in un mercato, quello delle piattaforme mobili, estremamente competitivo dal punto di vista dei produttori e con due player ben affermati (iOS e Android) per quanto riguarda il software. Una scommessa da vincere, per onorare il nome di Palm










